Anna Ferraresi - LeoB

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Anna Ferraresi

storie e racconti
APPUNTI.....
30 Novembre 2008
Pomeriggio molto, molto interessante

E' divertente osservare le "ragazze" del Cinzia, mentre indaffarate a costruire, assemblare, cucire e incollare composizioni natalizie, contemporaneamente e senza perdere il ritmo, ridono e si divertono, passando da un argomento all'altro senza soluzione di continuo, senza mai terminare un solo pensiero.
Sul tavolo, paillettes, angeli di carta, babbi natale di stoffa, tela Aida per il punto croce, pasticcini, acqua e...parole, migliaia di parole e risate: troppe cose da dirsi: un' "anarchia cerebrale in senso lato".
Questo è un pomeriggio domenicale organizzato con il solo scopo di stare in compagnia, età media calcolata: 50 anni (uno più, uno meno); ognuna mette a disposizione, sul tavolo da lavoro dell'ufficio della Blina, il meglio di sè.
La Gelly: gusto del bello, mani di fata, dai movimenti veloci e sicuri, dalle quali nascono le famose rose di lana cardata e non solo: collane, bracciali e orecchini.
La Blina rapita da orsetti e angioletti luccicosi che completano biglietti augurali.
"Che dite, andiamo al Country Life a Modena in settimana?"
"Quando? Lunedì?"
"No, io non  posso"
"Io posso Martedì"
Marisa è alle prese con cartoncini decorati con immagini di Natali antichi e rifiniti con nastri luminescenti.
"Io non posso ne lunedì nè martedì, ma potrei Giovedì".
Mirella, lei è brava in ogni cosa: punto croce, decoupage ma anche pasta all'uovo. Oggi decide per la decorazione delle classiche sfere trasparenti trattate a decoupage: colla, colori acrilici, phon, lana, nastri, ricette di cucina, ecc...
"Bisogna dare un nome a questo assembramento di donne!!"
"Che ne dite di chiamarci - il club del fai da te la domenica pomeriggio? oppure possiamo chiamarci - le ragazze del Cinzia - oppure ancora - Le ragazze dell'uncinetto - vi piacciono?"
Mezz'ora di discussione poi la decisione, si opta per "il Club del fai da te la domenica pomeriggio", ma si intuisce che l'ultima parola non è ancora stata detta.
La Celli intanto lavora ininterrottamente, anche lei alle prese con il decoupage, mentre risponde al telefono.
E' proprio vero noi donne riusciamo con eleganza a concentrarci su due o tre impegni contemporaneamente e poi pazienza se quelle belle palle di polistirolo passate con la colla cadono per terra, una risata fragorosa e via! Si passa ad un altro argomento.
Io chiarisco subito all'assemblea che non sò fare nulla, quindi per ora mi limito ad osservarle, poi però mi viene un'idea, scatto qualche foto con il cellulare, poi chiedo alla Blina carta e penna e dall'osservazione passo alla scrittura.
"Dai leggi quello che hai scritto così poi lo spedisci a Leo"
"Gelli, secondo te, Leo lo metterà subito sul sito?".
In un attimo si sono fatte le 7 di sera, fuori piove a dirotto.
Per diritto di cronaca il gruppo non è al completo, mancano un paio di persone
"A che ora arrivi a casa?"
"Mentre rincasi, passa dalla Coccinella per la pizza al taglio!"
Questi sono i mariti che richiamano le loro ragazze alla cena.
"Mi dai un passaggio?...sono a piedi"
Allora è deciso, a Modena ci andiamo lunedì 8 dicembre, partiamo alle 9 del mattino, mariti siete avvisati.
8 dicembre 2008
Un pomeriggio al Country Life

Volete sapere come è andata la gita in Fiera a Modena? Io non vedo l'ora di raccontarvela.
Ok! Non siamo partite proprio alle 9 del mattino bensì alle 2 del pomeriggio, comunque sia di tempo ne abbiamo avuto a sufficienza.
Celli e Graziella con l'auto di Marisa, mentre Deanna è stata la taxista ufficiale del gruppo Anna, Nadia e Fiore: si! Proprio lei, Fiorella, moglie di Marino.
Entrata da soli 5 minuti, la comitiva si era già separata e questo la dice lunga sui tempi di ognuna, che il "Club del fai da te la domenica pomeriggio" rispetta in modo religioso.
Fiore, Nadia ed io eravamo già due settori avanti ad ammirare timbri, borse ed altro mentre il resto della compagnia era ancora fermo al primo espositore.
Doppiate le amiche ci siamo immerse in …chiacchiere. No, tranquilli nessun gossip, solo tranquille, terapeutiche chiacchiere.
Gli uomini non possono capire, sta tutto nella fisiologica differenziazione dei sessi: gli uomini guardano le partite, le donne parlano: è scienza, il parlare è considerato terapeutico, ovviamente se praticato con le persone giuste, quelle simpatiche, che sanno ascoltare, che sanno amministrare i tempi per dar modo a tutte di "curarsi", che approvano. Chi sono? Ma le amiche no?!
Se poi le amiche sono sedute allo stand della "Casa del cioccolato" è fatta, la terapia è completa.
Alla prossima
Stazione Termini

Una vita trascorsa tra il basso Veneto e la bassa modenese, ovvero all'interno di 50 km, poi motivi professionali mi obbligano ad attraversare mezza Italia almeno due volte al mese, quasi un trauma all'inizio, il timore di sbagliare treno, di fare brutti incontri, di non trovare la persona giusta, ma come sempre accade, la ripetitività delle azioni tranquillizza e rende più sicuri e padroni della situazione.
Il tragitto Modena - L'Aquila assorbe non meno di 7 ore di cui 4 di treno 2 di autobus e un'ora consumata nell'attesa delle coincidenze; così, all'inizio, nel tentativo di capire quale fosse l'orario più adatto per arrivare puntuale partendo il più tardi possibile da casa mia, ho viaggiato in orari diversi, scoprendo che ogni giorno, centinaia di persone, salgono e scendono da treni, metropolitane e autobus per i motivi più svariati, lavoro, studio, vacanze, visite mediche della speranza, ognuno di loro accompagnato dal peso di valigie e pensieri.
Ora non consulto più il grande tabellone elettronico delle partenze e degli arrivi in modo ansioso, ma osservo anche le persone intorno a me.
Alle 7 del mattino si incontrano operai e impiegati che da Parma, Reggio Emilia e Modena vanno al lavoro a Bologna, alle 7.30 è la volta di insegnanti e studenti, infine alle 9 partono per Bologna e Roma, uomini e donne d'affari, politici e sindacalisti.
Una caratteristica accomuna queste persone così diverse: la necessità di arrivare puntuali, in questo momento sono una di loro: una pendolare.
La Stazione Termini di Roma è un via vai di persone indaffarate e concentrate sui propri pensieri, in un quasi scontro di valigie, borse, vestiti, anime, pensieri, emozioni, a guardar bene, la sincronia è quasi perfetta.
Mi colpisce questa moltitudine di persone così diverse fra loro ma così uguali nel bisogno di arrivare a destinazione.
Vorrei conoscerli uno ad uno, conoscere le loro storie; vorrei sapere perché il destino ci ha fatti incontrare senza farci conoscere, immagino che i nostri pensieri si incrocino  come i nostri pesanti, leggeri, faticosi, doverosi destini. Ah! Poter carpire i loro nomi dal loro sguardo! Cosa li aspetta dopo il viaggio?
Cosa hanno lasciato prima di entrare in stazione?
Un soffio lieve, nemmeno il tempo di pensarlo e mi sfiora una comitiva di scout che rischia di perdere il treno.
Gli unici punti fermi sono i commercianti della galleria interna e i barboni che osservano, con distacco filosofico, i nostri passi veloci.
Entro per un attimo nella vita di una donna al telefono, sola in mezzo a centinaia di persone.
Controllo l'orario, ma ho ancora tempo per loro.
Ma loro chi sono?
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