Fatima Mutarelli - LeoB

Vai ai contenuti

Menu principale:

Fatima Mutarelli

storie e racconti
Scrivo a te

"Scrivo a Te
al tuo sorriso in bocciolo
tra le tue braccia ancora aperte
Alla tua primavera in attesa
al mio inverno che non so attraversare

Scrivo a Te
alla tua voce triste tra parole soffocate
al tuo spazio d'ombra e luce
e al tempo che non ho saputo mantenere

Scrivo a Te
ai tuoi piedi in corsa su sabbia calda
e quei granelli come coriandoli
da danzarci senza pioggia
e alle schegge che graffiano le labbra
per il dolore del mio e tuo dire

Scrivo a Te
al tuo pianto per inondare di mare la vita
all'onda che sollevi
e a questa piccola pozzanghera
tra le mie mani"
A mio nonno

"Quel posto sul divano.
La forma che mi dice
e il vuoto che mi stringe
Le labbra tue di luna
e poi la risata ...
quando ricordavi
la bellezza dei tuoi anni
Le mani forti
forte il cuore
Per me sei sempre lì
ad aspettare i nostri passi
A pizzicarmi le guance
E sempre ad insegnarmi
che tutto passa
il dolore
il tempo
gli anni
passa la vita
ma quel segno
di mani forti
le parole
ed il tuo sguardo
Restano.
Qui
Legami

Ed il Principe addomesticò la Volpe
nodo e ponte per l'anima
sotto torrenti di acqua per lasciarsi trasportare
e l'attesa fu ricamo di fili d'oro
e manto di piccoli lapislazzuli
per il sorriso degli occhi
ma la corda strinse nel cuore
Tormento
Si legò alla caviglia
Ferita
Perchè ogni piccolo legame
porta con se una goccia di dolore
Janis Joplin

Aprite le braccia
e non difendetevi
la sua voce graffia, scava
Sangue e veleno
poi arriva la sensualità della sua carezza
e cicatrizza e allevia ogni dolore
Chiudete gli occhi e lasciatevi sedurre
la sua bellezza è oltre
la prigione di un piccolo corpo
lei ammalia, incanta ed incatena con l'anima
chi ha occhi per ascoltare
la danza ed il fuoco che brucia dentro
Incendiatevi ed abbandonatevi
ad un viaggio nel paradiso e nell'inferno
delle più pure emozioni

Terra del Sud

Vieni
tra mani ruvide di lavoro che affondano nella terra
dalla terra sanno rinascere per dare e trasformare
Nella terra che parla e palpita.
Radici e frutti. Dolori e profumi
Vieni
tra rughe profonde disegnate dalla beltà delle emozioni
solchi scavati da lacrime e sudore. Da commozione e risate.
Vieni
sul petto gonfio di donne fiere
di madri che allattano e nutrono d'Amore e Vita
e nonne sotto i portoni ad intrecciar fili di lana e legami
Vieni
in questo mare di tempesta e richiami di sirena
che si agita nei cuori di chi lo ascolta in ogni dove
ed è maliconia, conforto, odore sulla pelle
è sale che cicatrizza ogni ferita
è miele sulla lingua che si muove
nei piccoli dialetti
nei canti dell'anima sotto un cielo che vince ogni distanza
Fermati
nel paradiso di posti da scoprire e sognare
nell'inferno delle piccole quotidianità
della rabbia e la voce alta di chi mai dispera
per Amore solo per Amore
di questo sole, di questa sabbia di queste terra
chiamata Sud
.....I miei sensi si perdono e s'intrecciano per le strade di questa città. Attraversano i vicoli stretti e semideserti, si vestono di colori, di odori intensi, di ombre più che di luci che si dissolvono sotto un tetto di archi e balconi, pochi spiragli per intravedere un cielo i cui frammenti lasciano spazio alla mia immaginazione e al mio anelito (o timore?) di volare lontano. Poi camminano apparentemente indifferenti tra la folla sempre più ansiosa e distratta che s'incontra, sotto l'impulso del momento, davanti ai soliti bar o ai soliti locali e si allontanano in più direzioni per raggiungere, tra salite e discese, i punti più alti e cogliere in silenzio piccoli squarci di vita quotidiana; esausti si affidano al vento ed ai suoi respiri che diventano note quando finalmente incontrano la voce del mare. Si, il mare, che ogni mattina mi regala uno sguardo diverso dopo che si è specchiato negli umori timidi, capricciosi, gioiosi del cielo; che rimane, lì, ad osservarmi in silenzio senza pretese, quando ho un bisogno viscerale della sua compagnia, dell'odore del suo impeto anche se poi i miei occhi oltrepassano il suo essere e mi abbandono a molteplici pensieri; che sento sempre più mio nelle fredde giornate invernali.

Mi vedi? ...Sono seduta in un piccolo bar, a sorseggiare un caffè caldo, con la mia amica di sempre, ma spesso mi distrae il pensiero di te, che gelosamente custodisco.

Mi ascolti? ...Sono in silenzio, in ogni dove, con un turbinio di voci, palpiti, note, emozioni che si agitano, s'incontrano e si disperdono dentro me.

Mi senti? ...Sulla mia pelle lacrime, sale, essenze di vita, fragranze provenienti dal passato.

- - - O - - -


Sono qui, tra i soffi caldi e nervosi del vento e l'odore del mare che lascia tracce di se sulla pelle ancora bianca e tra i sensi della mia memoria.

Sono qui, tra i giochi di luce del giorno a rincorrere con la mente i raggi color oro del sole che giocano coi miei capelli e mi sfiorano il viso.

Sono qui, con i vetri spalancati della mia finestra ove la vita entra ora prepotentemente, ora soavemente per abbracciarmi con i suoi palpiti e fondersi ai miei ed io mi lascio sorprendere, mi lascio travolgere affinché ogni suo sapore, colore, odore, nota inebrino la mia persona, la facciano fremere e con vigore e delicatezza fluiscano lungo le mie dita che danzando qui, su questi   tasti diano vita alla poesia che tra le tue mani troverà il nido ove poi spiccare il volo.

- - - O - - -


Sotto la coltre grigia del cielo che egoisticamente celava il sorriso timido ed incerto del mattino, un vento fiero e dai soffi ancora autunnali giocava con le onde regalando nuovi brividi alla pelle sensibile del mare...
Mi son persa nella suggestione di questo quadro della natura, poi l'arrivo dell'autobus ha ridestato i miei sensi avvolti da quel dolce incantesimo...
Eppur certe emozioni quando riesci a rubarle alla vita e a certi attimi ti rimangono dentro, tra le pieghe infinite dell'anima e ti cullano ogni volta che ne hai bisogno... non è così?
E le porti nei piccoli viaggi quotidiani e affidi il loro prezioso silenzio alla voce di una canzone che, nel fruscio di un battito, ti libererà dai confini delle tue piccole abitudini e lasci che parlino a chi ti è accanto e sa ascoltare il tuo sguardo apparentemente distratto...
Poi le vesti con i veli impalpabili della sera su cui lasci scivolare tempo e stanchezza nell'attesa che l'arrivo di un nuovo giorno ti regalerà ancora la consapevolezza di quanto sia sorprendente e imprevedibile quel mistero chiamato vita.


- - - O - - -


Le note di "If" dei Pink Floyd scivolano ineluttabilmente tra le dita inconsistenti del tempo, tra i miei pensieri distratti, tra le reti dell'anima che non riescono a trattenere emozioni:
tutto si perde, ma nulla è perduto!
"If I were alone, I would cry".
Con gli occhi chiusi, vago tra la solitudine dei ricordi ove è imprigionata, lacerata, la parte più sofferta, ma viva di me... Eppure, è in quel limbo del passato che quella parte è ancora libera di volare. Contraddizioni della natura umana!
"If I were a swan, I'd be gone".
E' lì dispiegherei le ali verso le albe ed i tramonti della vita, verso quegli orizzonti che la mia sana follia delinea e dissolve continuamente, in perenne tensione, per rendere il viaggio una continua partenza e mai un traguardo.
"If I were a train, I'd be late again.
If I were a good man,
I'd talk to you more often than I do".
Pian piano, fluidamente, le note evaporano tra i respiri della notte, confondendosi con i suoi affanni e le sue attese, diventando, presenza invisibile dentro e fuori di me.


- - - O - - -


FERMATA

"F E R M A T A", scandisce lettera per lettera la bambina, cogliendone tacitamente il senso; "Brava", si complimenta sua madre, regalandole un tenero sorriso di incoraggiamento.
Mi sveglio dai miei pensieri. Un autobus, come richiamato da quel suono, si staglia dinanzi a noi: madre e figlia salgono, scomparendo alla mia vista, altri scendono, e con le loro presenze solitarie mi fanno compagnia. E fermi aspettano.
Fermata. Sono ferma anch'io, qui, in attesa o immobile. Alle mie spalle un mare sornione, apparentemente assonnato, si lascia accarezzare dalla mano delicata del mattino, che lentamente colora di luce le strade e gli edifici di questa città distratta e sempre più in corsa … Lentamente …
Gli occhi rivolti sugli orologi, sul display del cellulare, come prigionieri inconsapevoli di un incantesimo, il passo spedito per raggiungere nuove e diverse partenze o per sfuggire a qualche preoccupazione … Freneticamente…
Anche il mare aspetta, aspetta che qualcuno si fermi ed ascolti il suo lamento.
Avete mai ascoltato la voce silente del mare?
Leggo anch'io, mentalmente, quei caratteri bianchi sullo sfondo blu e quella parola riecheggia tra le regioni fertili e sterili del mio sentire …e l'eco attraversa immagini sbiadite, zone di luce ed ombra, note e silenzi…
Una ragazza al cellulare mi riconosce e mi saluta con un timido cenno del capo, intenta a prestar attenzione al suo interlocutore telefonico. Sorride spesso. E' innamorata.
Un nuovo autobus, un nuovo cambio di vite, di voci, di corse, di indugiare per rubare al proprio tempo quelle pennellate rosso fuoco che rendono più suggestivo e melanconico lo sguardo dell'orizzonte: attimi per perdersi, per poi ritrovarsi nuovamente.
La mia ombra gioca con quella del mio vicino: non hanno età, non hanno rughe né i segni del quotidiano vivere, le ombre. E aspettano anche loro, aspettano l'abbraccio della sera, per nascondersi dalle inquietudini e dalla stanchezza dell'animo umano. Il mio vicino, nell'attesa, riprende a raccontarsi: racconti di guerre, di sopravvivenza, di gioventù senza badare all'ascolto distratto di chi lo circonda. Qualcuno, in colpa, annuisce fin quando l'arrivo della linea 5 inghiotte la sua storia e la sua disincantata nostalgia. Domani, sarà qui, in mezzo agli stessi visi, alle stesse ombre, coi soliti racconti. Ed io accanto.
Tutto scorre, tutto resta com'è.
Fermata. Sono ferma anch'io.
Dicono che ci sono treni che corrono sulle rotaie del destino, che passano una sola volta nella vita di ciascuno di noi. Se perdiamo quella corsa, perdiamo una parte di noi. Lui non ha preso un autobus.
Ed io aspetto qui, alla fermata. Da 30 anni.
I contenuti presenti sul sito "www.leob.it" non possono essere riprodotti e/o copiati in qualsiasi modo e su qualsiasi media, neanche parzialmente, senza la preventiva autorizzazione dei legittimi proprietari dei diritti d’autore, riproduzione o sfruttamento, indipendentemente dalle finalità di lucro.
L’autorizzazione va chiesta per iscritto via posta elettronica e si ritiene accettata soltanto con un preciso assenso scritto del proprietario dei diritti d’autore/riproduzione/sfruttamento. Una eventuale mancata risposta alla richiesta non dà luogo ad alcuna autorizzazione.
Alle violazioni si applicano le sanzioni previste dalla vigente normativa in materia di tutela dei diritti d’autore.
Torna ai contenuti | Torna al menu