Il Diversivo a orologeria - LeoB

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Il Diversivo a orologeria

storie e racconti > Ugo Belloni
Capitolo I


Cos'era il diversivo ?  anzi cos'è il diversivo ?
si narra che dalle nevi perenni del Monte Albano il Diversivo tragga la propria linfa e che dopo  chilometri e chilometri di rapide e cascate lo stesso si getti nelle poderose acque del fiume Secchia...
Si narra… sarebbe  bello….
Di fatto pero' il diversivo era un riferimento per tutti noi, un po come il Nilo per gli Egizi, era l'amante da andare a trovare a tutte le ore, disponibile e tenebroso nelle sue piene primaverili, lì potevi isolarti e comunicare con la natura, lì potevi ascoltarla e sfidarla, ma per sfidarla dovevi confrontarti con il piu' temibile degli animali onnivori, il piu' scaltro, il piu' vorace castigatore di pescatori:
L'Orologio del diversivo
Caterve di orologi, le mie catture dai 7 ai 13 anni. Erano quei piccoli pesci dorati rompipalle; mio zio li mangiava dorati, ma è un'altra storia: dicevo l'orologio o piu' scientificamente chiamato Persico Sole; come gli Unni e i Visigoti in Europa, gli orologi hanno infestato le ranare di generazioni di pescatori della bassa modenese.
Anni e anni di studi per inventare un'esca che non interessasse all'orologio, affamato ed attirato da qualsiasi cosa; niente da fare, quello mangiava anche una merda attaccata all'amo.. Ci rido sopra perché vedevo le facce dei pescatori professionisti sulla riva del canale, in zona Dottor Benatti , con montature atomiche, mulinelli con gittate intercontinentali per la pesca a fondo con sensori agli infrarossi, cassette ipertecnologiche contenenti bave invisibili, galleggianti sottilissimi affusolati, scuri, con la faccia da killer, entravano in acqua solo dopo averlo segnalato alla centrale, canne al carbonio da 1.500 watt da appoggiare possibilmente ai cavi dell'enel, di notte il pescatore si accendeva come una starlight se aveva le suole di cuoio.
Niente da fare comunque, tanti progetti ma lui, l'orologio, ti mandava tutto a monte; stavi lì tutta una notte ad aspettare l'unica e mitica " mangiata del Gobbo " , pronto come Clint Eastwood  in Mezzogiorno di Fuoco, con la mano sudata a sfiorare la canna……il dito sul grilletto del mulinello……poi alle 7 del mattino seguente….  il galleggiante affonda;  tu ormai, quasi privo di sensi di colpo ti ricordi del motivo per cui sei lì..e caviiiii …di brutto.. sicuro che attaccato ci sara' il frutto del tuo sacrificio …il gobbo;   
pero' non è il gobbo, anzi subito non sai neanche cos'è, lo impari dopo, ma per vedere cosa hai catturato devi andare sui tetti dell'OECE a sbrogliare la lenza, a vedere la preda e a piangere.
Il bello è che attaccato ci trovi un orologio cosi' piccolo che, piu' che un orologio è un cinturino; e nonostante sia un cinturino è riuscito a mandarlo giu' quell'amo del 3 giu' oltre l'infinito..
Ho visto pescatori con crisi di nervi irreversibili, non mollava l'amo neanche da morto, dovevi tribolare, tu avevi deciso di confrontarti con la peggiore delle prede e questo era il conto da pagare; ho visto pescatori rovesciarsi addosso il sacchetto dei bigattini volutamente  e buttarsi in acqua per punirsi e per confrontarsi nel suo mondo, nel mondo dell'orologio, il mitico Diversivo.
A volte, per esempio, anzi spesso, andavi a pescare per rilassarti, c'erano momenti veramente magici,  favolosi, d'estate specialmente, la rugiada notturna sull'erba, il fruscio dei canneti che fanno la ola, il cinguettio dei passerotti che scazzottano nel cielo…..le cicale mattutine,…………. poi dal nulla, una mattina ti trovi un..
…SAME ZZR quattroruote motrici da 900 cavalli imbizzarriti che affonda l'aratro a trenta centimetri dalla mia vertebra cervicale!! non riesco nemmeno a parlare!! Trema tutto, devo buttarmi sulla cassetta degli attrezzi da pesca per evitare il naufragio nel canale, guardo il pilota di quello Shuttle con sguardo vendicativo perché ritengo che avrebbe potuto anche fermarsi un po prima di dove sono io e scopro un sorrisetto ironico su quella faccia da mulo, scusate l'errore grammaticale; gli auguro tutti i beni di questo mondo compreso uno incurabile.
Fortunatamente si allontana anche se ridacchiando.
Resetto tutto e lancio uno sguardo sul canale, cerco le sagome dei miei galleggianti, uno è privo di sensi.. orizzontale..immobile..; lo scruto, cerco di capire se la posizione assunta sia dovuta a qualche predatore che alzandosi con l'esca in bocca  renda nullo il lavoro dei piombi, o se il comportamento non giustificato del galleggiante possa permettermi di spedirgli la prima lettera di diffida per un eventuale licenziamento in tronco; telefono al commercialista che mi invita a richiamarlo all'ordine con il mulinello e non con delle lettere, in quanto andando a pesca anche di notte potrebbe farmi una vertenza sindacale per le ore notturne straordinarie non retribuite.
Rinuncio alle maniere forti.
Guardo l'altro galleggiante che mi sta mandando dei messaggi subliminali, devo leggerlo tra le righe, è confuso, si muove lentamente…..avanti….e…….indietro……con un ritmo lento ma costante, si immerge fino al collo …..poi risale…..e ancora …avanti e indietro… avanti ..e indietro..
tengo la canna stretta nelle mani …aspetto..
si immerge ..ancora ..risale ..lo vedo..   ..barcolla di brutto…. di punto in bianco lo vedo impallidire,  cerca un bagno disperatamente, non lo trova e rovescia tutto quello che aveva mangiato la sera prima nel canale, uno schifo. Capisco che non è giornata  e come si dice da queste parti..…faccio su le canne, anche perché, pensandoci bene, ho sbagliato la posta.
La posta,
non è da confondersi con l'ufficio postale, la posta è un luogo sacro, guai a dire o a lasciarsi sfuggire al bar dove è la tua posta.
La mia posta era in un luogo chiamato appunto Dottor Benatti per via della villa del dottore prospiciente il canale, arrivati al ponte contavo 15 passi verso sud, al quindicesimo eri arrivato.
Un luogo qualsiasi del canale diventa ufficialmente posta, dopo che ci si ha pasturato per almeno tre anni alzando il livello del canale di almeno un metro, tra polenta, granoturco, bigattini, korn flakes e macheroni pettinati. Un mio amico per tre anni ci ha buttato dei tortellini in brodo, non avendo avuto risultati, non si è piu' perdonato di non averci grattato anche dieci forme di formaggio.
Dopo tre anni, i pesci che prima erano pesci, diventano pesci americani: glicemia alle stelle, cellulitici, colesterolo, punto vita inesistente, guerrafondai e odio per il comunismo.
Chiaramente per il pescatore, la grandezza del pesce catturato modificava il proprio stato sociale,
se prendevi un gobbo di 10 kg il direttore ti aumentava il fido,  al bar ti intervistavano tutti, insomma per un giorno ti sentivi come Corona, anzi, in piu' se dicevi che Rivera lo vedevi bene al centro della difesa, nessuno ti dava dell'imbecille, almeno fino a sera.
Il gobbo, a proposito, ci sono due tipi di gobbi, uno viene dalla famiglia delle carpe, erbivoro, schivo, bibliotecario, lento a mangiare, dubita di tutto..prima di abboccare aspetta che ti addormenti, con i denti davanti incide il granoturco come un bisturi, analizza l'interno e se trova la minima traccia di un amo ti denuncia alla Procura della Repubblica, ti trovi a Mi Manda Lubrano sputtanato da una carpa.
L'altro tipo di gobbo si chiamava Raimondi, penso avesse dei negozi  a Cavezzo, ma so che andava in sfrega in un periodo diverso da quello del gobbo erbivoro…mi sembra.

Capitolo II


Capitava spesso che quando il Diversivo era in secca si decideva di andare a pescare nei laghetti a pagamento inquanto erano un ottimo "metadone" per il pescatore tossico.
A Mirandola, verso Poggiorusco, c'erano 3 laghetti adiacenti dove tu potevi scegliere che tipo di pesca fare. Era un bel posto, con tanto di bar, gnocco fritto, coppa e cornetti algida. C'erano tre laghetti abbiamo detto,  uno per i pescigatto, e ti consigliavano una bella pantegana come esca, attorno ad una ancoretta del 2,  uno era per le carpe, in cui includevano nel prezzo una visita alla Abazzia di Mantova visto che tra una mangiata  e l'altra passavano 2 giorni, l'altro era per le trote e li ci si divertiva veramente, se non fosse che, visto il numero elevatissimo di pescatori interessati alla suddetta pesca, bisognava togliersi la giacca per riuscire ad alzare il braccio destro e lanciare, in mezzo a quella miriade di persone e ragnatela di fili che ricopriva il laghetto. Fantastico un giorno in cui Franco fece una cattura eccezionale!! Ve la racconto dopo.
Solitamente, e non so perché, io a pescare avevo un culo inaudito mentre Franco aveva una sfiga indicibile. Il laghetto era veramente divertente anche solo per le parole che saltavano fuori tra pescatori, tra l'altro Franco aveva anche un sacco di amici che saltuariamente si univano a noi per quelle due ore di svago. Mi ricordo ad esempio un certo "Tenace" che aveva uno strano modo di pescare, mi ricordo un giorno molto particolare, era il mese di luglio, eravamo al laghetto delle carpe uno a fianco all'altro e si parlava di come avremmo impostato la nostra tattica del giorno, decidemmo per la pesca a fondo con il granoturco come esca, senonchè vedendo il piombo da fondo che
"il Tenace " stava attaccando al filo ci preoccupammo un po tutti, vedevamo le facce dei pescatori concentrati sul piombazzo che stava maneggiando "il Tenace". Non era un piombo, era una ogiva da 200 libbre uscita da chissa' quale arsenale militare e che sarebbe esplosa a 50 metri dal livello del lago con una deflagrazione da 500 megatoni e avrebbe creato un'onda anomala che ci avrebbe cancellato tutti dalla faccia della terra. Franco preoccupato per la mia incolumita', di punto in bianco fa una proposta comune di andare tutti al cinema a vedere Love Story, ma "il Tenace" non abbocca, continua il conto alla rovescia ormai innescato dall'alto; un pellegrinaggio di associazione "salviamo la terra" si presenta dietro di noi con cartelli contro la bomba, niente da fare, siamo tutti spettatori sgomenti di fronte ad una strage annunciata, ma il peggio doveva ancora venire: vediamo "il Tenace" alzarsi in piedi a 30 secondi dalla detonazione, prende la canna, una sleppa di 6 metri di lunghezza mossa da 4 turboreattori  Lookeed e con l'argano comincia ad alzare il piombazzo, con un movimento lento ed inesorabile, a 10 secondi dalla fine del mondo la canna inarcata dal peso di quell'ordigno, con lo stupore del mondo intero, comincia a roteare come fosse un laccio di un Cow Boy in procinto di catturare un vitello,  fuggi fuggi generale, panico totale, il 90 per cento dei pescatori è coricato supino al terreno con le orecchie tappate, il restante 10 per cento è a sedere con gli occhiali neri alla Openhaimer in attesa di memorizzare  e documentare quel momento storico e nefasto, alle 17.14 minuti esatti di quel sabato 13 luglio l'archetto del mulinello si alza e molla quella Fat Boy sui cieli di Schivenoglia. Passano esattamente 6 secondi ma non sentiamo nessun botto, in compenso si eleva al cielo un AHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH !!!!!!!!!!!!1
seguito da un  CAT GNIS N'ASIDENT !!!!!  che tradotto significa :  mi hai centrato il ginocchio con il tuo piombo di mer.., se non sai pescare stai a casa!!!  
Usciamo tutti dai rifugi ringraziando Dio per lo scampato pericolo, nel frattempo un nuvolo di sopravvissuti  ci rincorre per avere notizie riguardo "il Tenace" che nel frattempo si è vaporizzato nell'onda d'urto. Franco mi guarda e tace, sorseggia cocacola, mi guarda, risorseggia, lo guardo intensamente, vedo il suo ventre gonfio all'inverosimile, lo riguardo e vedo una maschera strana stampata sul viso tirato, si guarda in giro … alza gli occhi al cielo, … gli faccio un cenno di assenso con lo sguardo, …  poi  sgancia   uuuuurrrrrrrrrrrrrraaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiaaaaaaaaooooo
mi chiedono se sta venedo su del tempo, o se è passato un F16 Tomcat ; "noo" rispondo " tranquilli" è solo il "classico ruttino di Franco".
Sta di fatto che non abbiamo ancora cominciato a pescare, ma siamo in procinto di farlo, io preparo la mia canna molto diligentemente e metto giu la lenza a 20 metri dalla riva. Franco è ancora li ad imprecare perché tra una cosa e l'altra non c'è ancora riuscito.
È incazzato come una iena perché a montatura fatta è riuscito a tagliare il filo con la brace della sigaretta accesa….
Non rido per paura che poi mi lasci a piedi a Poggiorusco, faccio finta di niente anzi faccio finta di guardare la mia canna ma intanto lo sbircio di nascosto, rifà la montatura per la terza volta, filo piombo amo esca ,  impreca per il vento che si sta alzando, ha paura di aver messo poco peso, pochi piombi, si alza in piedi e guarda il laghetto cercando un buco libero per buttarci la sua lenza, apre l'archetto del mulinello inarca la canna, sta per lanciare, se non chè dietro di lui sta passando tranquillamente il pastore maremmano del padrone del laghetto, un secondo prima di dare l'ordine di lancio Franco guarda dietro di se e con sguardo incredulo si accorge che il piombo si è attorcigliato al culo del cane che imbufalito parte a spronbattuto verso l'ignoto…con prontezza Franco molla la frezione  e mi guarda senza tirare madonne, strano penso io, non si è ancora reso conto che ha un pesce cane attaccato alla canna ?? mi sbagliavo, era in differita di 20 secondi, l'epopea di imprechi sconvolge il laghetto, il pastore che non si è ancora reso conto di cos'è che gli pizzica il culo si dirige verso l'uscita telepass direzione Brennero, Franco si sta tramutando da amante della pesca ad amante dello sci nautico, rincorre il cane con il terrore che gli finisca il filo e che debba inguadinare il Maremmano, fa cinquanta metri in 8 secondi e 3 decimi, ho paura che gli venga qualcosa e comincio in scioltezza a rincorrerlo rassicurando gli altri pescatori che è una scenetta che abbiamo provato piu' volte e che è tutto a posto, arriviamo alla cancellata del laghetto chiedendoci se siamo normali o se i nostri genitori ci hanno adottato per fare un'opera di bene, poi …un fischio mette fine alle nostre tribolazioni, è il fischio di Rolando il padrone del cane che lo richiama a sè, e lui per pieta' nei nostri confronti si ferma e si fa liberare senza sbranarci, "che cane fantastico il maremmano".
Decidiamo di tornare al laghetto piu' tardi, in baracchina fanno dei gnocchetti fritti spettacolari, aspettiamo che l'ultimo pescatore se ne sia andato e andiamo a recuperare le canne, .........che figura di merda.
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