RadioClub103 - LeoB

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RadioClub103

storie e racconti
"...se una radio è libera, ma libera veramente,
piace ancor di più perchè libera la mente..."
Libertà: fisica, mentale, la libertà dell'età, il senso d'immortalità.....
Si respirava tutto ciò in quegli anni, i famosi anni 70. I nostri 17,18,20 anni, a trasmettere musica, buona musica! A far sentire le nostre voci, che a volte sovrastavano le canzoni e c'era sempre quello che si arrabbiava perchè non si riusciva a seguirle fino alla fine. E noi galvanizzati da queste onde radio, trasparenti, ma potenti che trasportavano a chilometri di distanza, note musicali, sogni e idee; già, i nostri sogni, le nostre idee. Sapevamo che ci ascoltavano con le radioline Hinno-Hit, verde militare.
E le musiche, che musiche! Vogliamo citarne solo alcuni?
Ma si dai!
Animals, Pink Floyd, David Bowie, Miles Davis, Janis Joplin, Jimi Hendrix, Commodores, The Eagles, Led Zeppelin.
Sognavamo l'America, correndo in moto, capelli al vento: belli ed eterni.
Poi cos'è successo? A che punto del racconto è cambiato il corso degli eventi?
E' forse perchè siamo cresciuti?
Mah!!!
Un soffio di vita e passano trent'anni, ma RC103 è ancora lì, nel nostro cuore, pronta a rivivere, sempre via etere, o meglio via Web. La voglia di raccontarsi è intatta, del resto ci sentiamo giovani dentro anche se "... l'argento li colora..."
E allora serve un sito, un tavolo virtuale, tante sedie intorno; chi va, chi viene, si siede, ascolta, legge, scrive, riflette, come allora.
Ci siamo quasi tutti, pronti?
Si riparte!
25 marzo 2008
E-Mail inviata da Fernando a LeoB

Fernando De Vita nel 1976 ha fondato Radio Battipaglia,
una delle prime radio libere italiane

Ciao Leo, bello il sito...è in effetti quello che ci siam detti domenica mattina al bar. Grandi verità su un'epoca che non deve essere dimenticata, travolta dalla velocità e dal vuoto ed inutile clamore dell'oggi. Eravamo più vivi, con speranze reali, anche sognando California o giù di lì...ma eravamo anche Easy!!!
Bhè...la mia idea vale sempre...sarebbe bella una radio...come allora, sul web, alla faccia del tempo e delle rughe che raccontano tante storie ma che non cancellano i sogni.
A presto

Fernando   De Vita
27 marzo 2008
E-Mail inviata da Fatima a LeoB

Ho viaggiato sulle strade virtuali del tuo sito tra le note, le immagini, la nostalgia del tuo ieri e la speranza intatta del domani, a dispetto del tempo che tutto scalfisce, spesso anche i desideri e mi ritrovo qui a scriverti io che gli anni 70 non ho potuto viverli, ma che li ho sentiti sulla pelle attraverso i films e le canzoni che mi hanno permesso di respirare ad occhi chiusi quella libertà, quella leggerezza che voi avete assaporato e che ho avuto la sensazione quasi di sfiorare attraverso le parole lasciate sul web da Anna e Fernando...
Una radio libera per liberare la mente - scrivi;
"Vivere per raccontarla" - scrive Marquez
Le canzoni sono la voce di un'epoca, di frammenti, di momenti, attimi eterni e fugaci, di storie, solitudini, di viaggi e voli dell'anima... di vita vissuta e da vivere ancora...
Per raccontarla, sul filo dell'ieri, l'oggi e domani ci sei tu ...
Ciao

Fatima
Con la radio si può scrivere leggere o cucinare, non c'è da stare immobili seduti a guardare, forse è proprio quello che me la fa preferire....... è che con la radio non si smette di pensare

Eugenio Finardi
2 aprile 2008
E-Mail inviata da Claudio Borghi a LeoB

1976 - 17 anni
Ti senti il mondo in mano,
ti senti grande, potente, invincibile.
E' una forza immensa, e' una sensazione forte, inebriante,
hai la consapevolezza di poter contare sugli altri, su un gruppo di persone splendide con le quali ti diverti, ci scherzi, prepari i programmi.
La musica.... la musica dei dischi in vinile, il suono a volte gracidante ma cosi' unico e fedele che ti sembra profumi l'aria. L'ascolti ma la respiri anche, l'annusi e .... che bella sensazione.
Ti accorgi che quello che ascolti nei dischi e' spesso cio' che pensi e spesso quello che non avevi ancora pensato diventa quello che dicono nei dischi. Diventano i tuoi concetti, le tue convinzioni, le tue certezze ma anche le tue paure, le tue ansie. Sembrano concetti cosi' grandi, ingombranti.
La musica di questi anni e' si' la musica della spensieratezza ma e' spesso anche la musica delle arrabbiature, del rifiuto, dell'evasione, della rabbia, della paura.
Belle emozioni, emozioni uniche, legate ad un periodo magico, surreale, irripetibile.
Tempi ormai lontani ma dei quali il ricordo resta forte, nitido, indelebile; quel passato cosi' breve ma cosi' speciale ci ha segnato dentro in un modo cosi' profondo che neanche il tempo trascorso ha potuto modificare.
Continuo a credere che la musica di allora sia stata la piu' bella, perlomeno la piu' bella da quando io posso ascoltare la musica.
E forse il mio ricordo si abbina a quelle tante situazioni speciali che sono spesso legate ad un disco, ad una emozione, ad un sentimento, ad una foto, ad un regalo, ad una poesia, ad un pensiero.
Provero' un po' alla volta a scrivere quei bei ricordi, forse a qualcuno potrebbe far piacere sorridere su quei ricordi, ridere e, perche' no, anche piangere per quelle emozioni.
Perche' dentro le tasche degli stessi vestiti che tutti vestiamo oggetti diversi ci dicono la vera realta' che viviamo

Claudio Rocchi
19 agosto 2008
E-Mail inviata da Bruno Santoro a LeoB

Nei primi anni '80 Bruno era speaker e  dj in diverse radio genovesi e toscane

Mi sono bastati pochi minuti fuori dal meraviglioso albergo Kulm, del nostro amico Ugo Belloni a Portofino, con un semplice gesto come quello di fumare una sigaretta e scambiare due parole sulla musica della serata, per capire che di fronte a me avevo un uomo ancora ragazzo, contagiato dalla malattia della radio...
Che detta cosi, a chi non sa' niente di quelle notti piene di 33 giri nuovi ancora incelofanati e qualche classico, ascoltati nell'intimita' della cuffia, con la complicita' della solita maledetta sigaretta, in attesa di una richiesta al telefono, sembrerebbe qualcosa di brutto.....ma in realta', per molti come noi, la piu' grande gioia dell'adolescienza!
Ma daltronde, non lo si puo' certo spiegare a chi non ha vissuto e sentito quella magia dentro, cosa abbiamo provato in quei giorni passati davanti ad un microfono o dietro un mixer pieno di cursori, vu-meter e lucine.
E a chi l'ha vissuta veramente col cuore, glielo leggi negl'occhi .
Di una cosa sono certo.....
Neanche noi avremmo mai immaginato di come quei momenti cosi puliti e lontani, avrebbero influenzato il nostro modo di vivere futuro.
Grazie Leo di vero Cuore
30 ottobre 2008
E-Mail inviata da Anna a LeoB

Mi siedo al tavolo di Radio Club 103, sito Leob, perchè ho letto il secondo capitolo di Claudio: anche noi nell'alto polesine ascoltavamo Punto Radio.
In particolare quella estate, eravamo a metà anni 70, ricordo una finale di tennis che vide il trionfo di Panatta e Punto Radio con la sua musica. Per me la musica era Janis Joplin, Pink Floyd, Bob Dylan, ma anche Guccini, Nomadi e Baglioni.
Che mescolanza di generi, eppure Punto Radio me la trasmetteva tutta: ecco Punto Radio è stata la mia colonna sonora, ma il gracchiare della radiolina Hinno Hit, ogni tanto portava anche voci di altre radio, voglio pensare che fra queste ci fosse RC 103.
Leggendo i tuoi ricordi automaticamente ritorno con il pensiero ai miei, noi a Castelnovo e voi a Cavezzo siamo stati giovani insieme, solo in posti diversi, neanche tanto lontani tra loro.
A noi polesani della sponda sinistra del Po, un po' ci stavano antipatici  i modenesi perchè arrivavano con le loro macchinone grandi, in genere erano Alfa Romeo e ci  trattavano come fossimo ragazzine ignoranti e ingenue.
Chiaramente non erano tutti così, ma quando si è adolescenti si tende ad essere totalizzanti, confondendo un'opinione come verità assoluta. Gap che ho personalmente superato quando ho attraversato il Po in cerca di lavoro, nel 1978. Era Ottobre, lavoravo da poche settimane in Ospedale a Concordia, ero l'infermiera più giovane del gruppo, e lì ho conosciuto Giorgio (pollo) e Claudio (giglio). Il tuo racconto mi ha proiettato in quel periodo.
Un pomeriggio di rientro dal riposo di due giorni, la collega mi trasmette la consegna, tra i pazienti ricoverati, anche due ragazzi, vittime di un frontale, classificati come "politraumatizzati gravi in prognosi riservata", in quel tempo non esisteva la rianimazione. Ero inesperta, non mi facevano entrare in quella stanza, ma il lungo ricovero (altro che le dimissioni precoci di adesso) contribuì comunque a farmi conoscere Giorgio.
Va bene ora però vi saluto perchè ho da fare.
Un caro saluto ai miei compagni di lavoro Leo e Claudio.

Anna
ciao leo
sono le 2,30 di questo 16 gennaio 2009, non si dorme, vorrei poter accendere la radio e sentire la voce di qualcuno che conosco che mi annuncia il prossimo pezzo in scaletta, con voce pacata e bassa, quasi annoiata, ma sicuramente consona agli ascoltatori di quest'ora: è un pezzo vecchiotto per chi fra tre ore deve svegliarsi per andare a scuola, ma tremendamente attuale per chi a scuola c'è andato 30 anni fa.... il leggero gracchiare dell'inizio del disco mi prepara mentalmente, mi mette sull'attenti,  io chiudo gli occhi e concentro i miei sensori verso il piccolo altoparlante della Irradio......la voce calda e inconfondibile di Gabrile mi annuncia " looking for someone"......mi rilasso  e aspetto con garbo l'arrivo di Banks Hackett Collins e Rutherford.....con la loro sweet melody........

Ugo
Mail del 18/02/2015
Certe cose le hai sottopelle.
Così è per me con la radio (e non lo è mai stato con la Tv o con internet che considero comunque la miglior banca dati disponibile).
Nell'estate del 1969 i miei genitori avevano acquistato una radio Panasonic da un ambulante sulla riviera adriatica.
Non mi sono più staccato!
Ho iniziato ad ascoltare "Per Voi Giovani" che la Rai trasmetteva dalle 16.20 alle 17 e dalle 17.05 alle 18.15 dal lunedì al venerdì, era uno straordinario contenitore di varie rubriche musicali e culturali. "Per Voi Giovani" terminò all'incirca nel 1973 e fu sostituito da "Popoff" sempre trasmesso dalla Rai dalle 21 alle 22.30 anche qui dal lunedì al venerdì.
Sempre in quel periodo, terminato "Popoff" mi sintonizzavo su Radio Luxembourg che ascoltavo d'estate fino a tarda ora. Di notte "vagavo" per l'etere, alla ricerca impossibile di Radio Veronica o Radio Caroline, madri di tutte le radio pirate (poi chiamate libere) con vana speranza, ma mi capitò di sentire "Wolfman Jack" (ndr. Lupo Solitario) per American Forces Radio e, per chi aveva visto American Graffiti come me, fu una bella soddisfazione.
Quando Gianni e Leo e gli altri ragazzi mi chiesero di unirmi a loro per fondare RC103 fu il realizzarsi di un sogno. Quando purtroppo finì (a causa di chi forse voleva rubarci i ricordi più belli) ho trasmesso in altre emittenti (che da lì in poi si chiamavano "private" e non più "libere") ma NON FU PIU' LA STESSA COSA!!
Radio Club 103 (ndr. diventata poi RC103) fu unica, speciale, perchè trasmetteva la libertà, la spontaneità, l'immaginazione, il sogno: nulla era calcolato o preparato.
Nè la si voglia considerare irripetibile, solo perchè sono irripetibili i vent'anni. Radio Club 103 era la gioia di condividere con altri dei momenti e delle sensazioni magiche. Radio Club 103 era la freschezza di chi, in mancanza di mezzi economici importanti, suppliva a ciò con straordinario estro ed inventiva.
La mia carriera radiofonica raggiunse l'apice nel 1986 con una trasmissione di trenta minuti per RaiRadioDue: ma si noti, queste righe, non vogliono affatto sciorinare la mia non professionalità radiofonica ma vogliono testimoniare il mio amore per la radio concretizzatosi con RC103.
Non a caso l'ultimo regalo che mi sono fatto è stato quello di acquistare la "Pure Radio" (Internet Radio) con la quale posso captare 100.000 radio da tutto il mondo. E per me è uno spasso, sentire che musica trasmettono ad Anchorage (Alaska) o Brooklin o il "National Anthem" di Steve Lamacq su BBC Radio 6 Music.
Oggi è un altro mondo; e non voglio paragonare la nostra RC103 a quelle odierne italiane: troppe variabili da considerare per una comparazione seria; gli speakers (cosi' ora si chiamano i Dj's che non sono tali perchè non decidono nemmeno cosa "suonare"), a mio modesto avviso, parlano troppo di cose futili ed inutili: noi parlavamo meno, eravamo sgrammaticati, ma emozionavamo tanto......scusate ma non era poco!

Sandro Salvarani   
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